L'esposizione agli spazi chiusi può essere pertinente nell'accompagnamento del paziente claustrofobico. Tuttavia, riprodurre queste situazioni in seduta non è sempre semplice.
Alcune dipendono da un contesto particolare, come un ascensore, un tunnel o un vagone della metropolitana a un'ora precisa, difficile da attivare su richiesta. Anche la loro progressione è delicata da gestire, con il rischio di scatenare un attacco di panico incontrollato.
La realtà virtuale consente di ricreare queste situazioni direttamente in studio, in un ambiente controllato e riproducibile, senza dipendere da un luogo esterno.