C2Care al servizio dei pazienti in terapia intensiva
C2Care ha collaborato con l’Hôpital Nord de Marseille (AP-HM) e con Maryse Pour la Vie per preparare i pazienti alla degenza in terapia intensiva dopo un trapianto di polmone. La prima paziente ad aver contribuito allo studio è stata esposta all’ambiente virtuale prima dell’intervento. I risultati ottenuti sono molto positivi.
Le informazioni essenziali
- C2Care ha collaborato con l'AP-HM e Maryse Pour la Vie per preparare i pazienti alla degenza in terapia intensiva dopo un trapianto di polmone.
- Una prima paziente è stata esposta al software C2Care prima dell'intervento, con l'accompagnamento del Dr. Maltese.
- I risultati sono positivi: la paziente si è risvegliata « senza sorprese » dopo l'intervento.
- L'assistente IA Camille accompagna i pazienti senza giudicarli durante le esposizioni.
- C2Care ringrazia l'Hôpital Nord, Maryse Pour la Vie, il Dr. Coiffard e il Dr. Maltese.
REALTÀ VIRTUALE NEL REPARTO DI TERAPIA INTENSIVA
C2Care ha collaborato con l'Hôpital Nord de Marseille (AP-HM) e con Maryse Pour la Vie per preparare i pazienti alla degenza in terapia intensiva dopo un trapianto di polmone.
La prima paziente ad aver contribuito allo studio è stata esposta all'ambiente virtuale prima dell'intervento. I risultati ottenuti sono molto positivi.
La degenza in terapia intensiva è un'esperienza che troppo raramente i pazienti vivono bene. Lo shock fisico e psicologico, ma anche l'ambiente stesso della terapia intensiva, sono spesso traumatici. Se particolarmente intensa, questa esperienza traumatica può incidere notevolmente sulla durata della degenza e sulle eventuali complicanze. Per questo è stato avviato lo studio: per rassicurare, accompagnare e dare sollievo ai pazienti e al personale sanitario della terapia intensiva.
Prima dell'intervento, la paziente ha utilizzato il software C2Care con l'accompagnamento del Dr. Maltese, per un'immersione completa. Grazie a queste esposizioni e al lavoro dello psicologo, ha potuto prepararsi alla degenza in terapia intensiva, conoscere il personale sanitario e familiarizzare con le apparecchiature che l'avrebbero accompagnata durante la convalescenza. L'obiettivo era ridurre al minimo l'impatto traumatico all'inizio della degenza.
"Dopo l'intervento, mi sono svegliata senza sorprese." Sono le sue parole. I risultati sono promettenti e desideriamo portare avanti il progetto ed estendere lo studio per accompagnare altri pazienti e strutture.
C2Care ringrazia l'Hôpital Nord e Maryse Pour la Vie, nonché il Dr. Coiffard e il Dr. Maltese.
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Domande frequenti su C2Care al servizio dei pazienti in terapia intensiva
Da quanto tempo esiste?
Dal 2016 C2Care sperimenta il proprio software di realtà virtuale in ambito ospedaliero. Questa esperienza ha permesso di sviluppare gli ambienti immersivi utilizzati oggi, anche attraverso la collaborazione con l'Hôpital Nord de Marseille per preparare i pazienti alla degenza in terapia intensiva.
Che cos'è un ambiente virtuale?
Un ambiente virtuale è una scena immersiva che riproduce una situazione reale, come un reparto di terapia intensiva, un aereo o un ascensore. C2Care offre oltre 250 ambienti riuniti in un'unica applicazione, accessibili al paziente tramite un visore VR.
La realtà virtuale può essere pericolosa?
No, viene utilizzata sotto la supervisione del professionista, che regola gradualmente l'intensità degli stimoli. Alcuni pazienti possono avvertire un malessere da realtà virtuale (nausea, disturbi visivi), che interessa circa il 10% delle persone che utilizzano un visore.
Quali patologie possono essere trattate mediante la realtà virtuale?
I disturbi d'ansia (fobie, stress post-traumatico, disturbo ossessivo-compulsivo), le dipendenze e i disturbi dell'umore possono essere affrontati con la realtà virtuale. Viene utilizzata anche nella riabilitazione cognitiva, a complemento delle terapie cognitivo-comportamentali.
Posso avere nausea utilizzando il visore VR?
Alcuni pazienti possono avvertire un malessere da realtà virtuale (nausea, disturbi visivi) durante l'uso di un visore VR. Interessa circa il 10% delle persone esposte; in questi casi il professionista regola l'esposizione.
Chi può utilizzare la realtà virtuale a scopo terapeutico?
Professionisti quali psicologi, psichiatri e terapisti occupazionali utilizzano la realtà virtuale per accompagnare i propri pazienti. Oggi oltre 1000 professionisti utilizzano i dispositivi C2Care in quasi 50 Paesi.
Come terapeuta, quali sono i vantaggi di dotarsi di dispositivi di realtà virtuale?
L'esposizione progressiva e controllata permette di adattare l'intensità degli stimoli a ciascun paziente. Gli ambienti riproducibili garantiscono un percorso terapeutico coerente, mentre l'immersione favorisce il coinvolgimento del paziente e la sua adesione al trattamento.
Quali pazienti possono beneficiare della VRET?
I pazienti con disturbi d'ansia, fobie o stress post-traumatico possono beneficiare della terapia di esposizione in realtà virtuale (VRET). C2Care la utilizza anche per preparare i pazienti a un ricovero, per esempio prima della degenza in terapia intensiva successiva a un trapianto di polmone.
Come terapeuta, quali sono i vantaggi di dotarsi di dispositivi di realtà virtuale?
La realtà virtuale offre un'esposizione progressiva e controllata, scenari riproducibili e un maggiore coinvolgimento del paziente nella terapia. Consente inoltre un'assistenza personalizzata, adattata alle esigenze specifiche di ciascun paziente.
Ho accesso a tutti gli ambienti?
Sì, tutti i nostri ambienti sono riuniti in un'unica applicazione.
Chi devo contattare in caso di problemi con il software?
Il nostro servizio tecnico è raggiungibile tramite live chat dalla sua piattaforma di controllo. In caso di problemi con il visore, effettueremo con lei una diagnosi per capire la difficoltà e trovare una soluzione. Se necessario, le forniremo un'etichetta di reso e sostituiremo il materiale difettoso entro 48 ore.
Quali pazienti possono beneficiare della VRET?
I pazienti con disturbi d'ansia, fobie, dipendenze, disturbo ossessivo-compulsivo o disturbo da stress post-traumatico possono beneficiare della terapia di esposizione in realtà virtuale (VRET) nell'ambito di un percorso seguito da un professionista.
Autore
C2Care