La meditazione di consapevolezza
Quando i pensieri ci sopraffanno, la meditazione di consapevolezza offre una boccata d'aria fresca per ritrovare il proprio equilibrio.
Le informazioni essenziali
- La meditazione di consapevolezza è uno stato di presenza: consiste nel vivere pienamente pensieri, emozioni e sensazioni senza attaccarvisi.
- A differenza del rilassamento, non mira a un benessere immediato, ma sviluppa nel lungo periodo distacco e accettazione.
- Aiuta a prendere le distanze dai pensieri intrusivi e dalle emozioni, considerati eventi mentali passeggeri.
- È utilizzata nella presa in carico della depressione, dei disturbi d'ansia, dell'ADHD, del disturbo da stress post-traumatico, del dolore cronico e dei disturbi del sonno.
- Online sono disponibili strumenti gratuiti, ma per un uso terapeutico è consigliato il supporto di un professionista formato (MBSR, MBCT).
1. CHE COS'È LA MEDITAZIONE DI CONSAPEVOLEZZA?
La consapevolezza è uno stato di presenza nel momento. È l'esperienza piena delle sensazioni, delle emozioni e dei pensieri che ci attraversano, senza soffermarci su di essi o attaccarvici.
La meditazione di consapevolezza è quindi la pratica che permette di esercitarsi a raggiungere questo stato, a sciogliere i nostri attaccamenti mentali per riconnetterci con il momento presente attraverso un'attenzione consapevole che può essere rivolta all'interno, per esempio alle sensazioni fisiche o alle emozioni, oppure all'esterno, verso i suoni, gli eventi e così via.
Ispirata alle meditazioni buddiste, non è tuttavia spirituale. È un vero e proprio strumento terapeutico con numerosi benefici.
2. MEDITAZIONE E RILASSAMENTO: QUAL È LA DIFFERENZA?
Il rilassamento è una pratica il cui obiettivo principale è raggiungere uno stato di distensione e di benessere. Che si tratti di rilassamento muscolare (rilassamento progressivo di Jacobson), respiratorio (coerenza cardiaca) o attraverso l'autoipnosi (training autogeno di Schultz), una sessione di rilassamento dovrebbe alleviare immediatamente lo stress e l'ansia, con effetti di durata variabile. L'obiettivo principale rimane comunque a brevissimo termine.
La meditazione, invece, non ha alcun obiettivo di benessere immediato. È un esercizio che può risultare difficile o noioso. Alcune persone lo trovano rilassante, ma questo effetto non è particolarmente ricercato ed è tutt'altro che sistematico. Nel lungo termine, invece, la consapevolezza sviluppa capacità di distacco dai pensieri e dalle emozioni e di accettazione delle difficoltà, utili per affrontare la vita quotidiana.
3. QUALI SONO GLI EFFETTI DELLA MEDITAZIONE NELLA VITA QUOTIDIANA?
Il primo effetto è la serenità. Le situazioni che prima sembravano insormontabili appaiono meno importanti, meno intimidatorie. La consapevolezza aiuta a ridimensionare le cose e a prendere le distanze dai nostri pensieri e dall'impatto che possono avere. I pensieri intrusivi non sono altro che questo: pensieri. Eventi mentali che non hanno alcun impatto sulla realtà. Compaiono, ne prendiamo coscienza e poi scompaiono. Non soffermarvisi permette di evitare che si aggrappino alla nostra coscienza, lasciandoli scorrere e svanire.
Lo stesso vale per le emozioni, semplici eventi mentali che nascono, restano per poco tempo nella nostra mente e poi scompaiono tranquillamente.
Prendere coscienza del carattere passeggero dei pensieri e delle emozioni permette di rendersi conto che nessuna sofferenza è infinita, che nessuna difficoltà può durare indefinitamente e che, sebbene sia importante vivere pienamente i propri pensieri e le proprie emozioni quando si presentano, alla fine svaniranno sempre.
La consapevolezza permette anche, in un mondo iperconnesso e sempre in movimento, proiettato verso il futuro, di concentrarsi di nuovo sul presente, di uscire dal pilota automatico e di riscoprire pienamente le esperienze della vita.
4. IN QUALI SITUAZIONI UTILIZZARE LA MEDITAZIONE?
La meditazione di consapevolezza può essere benefica per tutti. Aiuta ciascuno a liberarsi dalle preoccupazioni superflue e a riconnettersi con il presente per vivere con maggiore serenità.
È tuttavia uno strumento estremamente utile nel trattamento di numerose patologie:
- depressione (in particolare il programma MBCT)
- disturbi d'ansia (in particolare il programma MBSR)
- ADHD
- disturbo da stress post-traumatico
- dolore cronico
- disturbi del sonno
- disturbo d'ansia legato a una malattia cronica
Più in generale, la meditazione di consapevolezza può aiutare i pazienti che soffrono di pensieri intrusivi negativi e ruminazione mentale a riconoscere meglio la natura passeggera delle cognizioni e a ridurne l'impatto. I pensieri vengono considerati semplici eventi mentali senza impatto sul mondo reale, il che ne attenua l'effetto e facilita la ristrutturazione cognitiva.
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5. COME PRATICARE LA CONSAPEVOLEZZA?
Oggi numerosi strumenti e guide sono disponibili gratuitamente su Internet. Offrono una buona introduzione alla pratica della consapevolezza, senza entrare nei dettagli dei programmi più avanzati.
Se soffre di uno dei disturbi citati sopra, o pensa che la meditazione di consapevolezza possa esserle utile a lungo termine, non esiti a rivolgersi a un professionista qualificato che saprà proporle un programma adatto alle sue esigenze.
I professionisti che desiderano imparare a praticare la consapevolezza possono seguire corsi di formazione su protocolli terapeutici specializzati come il Mindfulness Based Stress Reduction (o MBSR) e il Mindfulness Based Cognitive Therapy (o MBCT). Praticare la consapevolezza aiuta anche a insegnarla, perché permette di comprendere meglio l'esperienza di questa pratica, le sue difficoltà e le soluzioni che possono facilitarla.
La realtà virtuale e le terapie di esposizione in realtà virtuale (VRET) offrono inoltre strumenti aggiuntivi per praticare la consapevolezza, grazie ad ambienti digitali che possono facilitare e guidare la meditazione.
FAQ sulla meditazione di consapevolezza e la realtà virtuale
Che cos'è un ambiente virtuale?
Un ambiente virtuale è una scena digitale immersiva che riproduce un luogo o una situazione reale (una strada, un mezzo di trasporto, uno spazio chiuso...). Nella pratica della consapevolezza, questi ambienti aiutano a guidare l'attenzione del paziente verso le proprie sensazioni e il momento presente.
Da quanto tempo esiste?
C2Care sperimenta il proprio software presso gli ospedali dal 2016. Questa pratica si basa sui principi delle terapie cognitivo-comportamentali, applicati ad ambienti immersivi per facilitare l'esposizione graduale e l'accompagnamento quotidiano dei pazienti.
Posso avere nausea utilizzando il visore?
Alcune persone possono avvertire disturbi da realtà virtuale (nausea, vertigini) quando utilizzano un visore VR. Il fenomeno interessa circa il 10% degli utenti ed è generalmente temporaneo. Il professionista adatta la seduta se compare questo tipo di disagio.
Chi può utilizzare la realtà virtuale a scopo terapeutico?
La realtà virtuale terapeutica è destinata ai professionisti formati, in particolare psicologi, psichiatri e terapisti occupazionali. Viene utilizzata sia negli studi privati sia nelle strutture sanitarie (CHU, ospedali, cliniche, RSA (residenze per anziani)) per accompagnare il paziente sotto supervisione professionale.
Quali pazienti possono beneficiare della VRET?
La meditazione di consapevolezza e i relativi strumenti di realtà virtuale sono utili per la depressione, i disturbi d'ansia, l'ADHD, il disturbo da stress post-traumatico, il dolore cronico, i disturbi del sonno e l'ansia associata a una malattia cronica. Il professionista adatta il programma a ogni paziente.
Come terapeuta, quali sono i vantaggi di dotarsi di dispositivi di realtà virtuale?
La realtà virtuale consente un'esposizione graduale in un contesto sicuro e riproducibile, garantendo la coerenza del percorso di cura. Il suo carattere immersivo favorisce inoltre il coinvolgimento del paziente e permette di adattare ogni esercizio alle sue esigenze specifiche.
Autore
C2Care