La psicologia positiva
Ancora oggi, molte terapie si concentrano principalmente su ciò che non va. Si sono così accumulate molte conoscenze sugli aspetti negativi dell'esperienza umana, mentre si è prestata poca attenzione ai punti di forza che aiutano le persone a stare bene. Per migliorare il proprio benessere, è necessario anche comprendere che cosa ci fa sentire bene.
Le informazioni essenziali
- La psicologia positiva, fondata da Martin Seligman, studia il benessere e si basa sulla ricerca scientifica.
- Si fonda sui punti di forza del carattere (24 punti di forza suddivisi in 6 virtù) e sui valori personali.
- Il modello PERMA comprende 5 pilastri del benessere: emozioni positive, coinvolgimento, relazioni, significato e realizzazione.
- Arricchisce la terapia cognitivo-comportamentale durante le esposizioni in realtà virtuale.
- Semplici esercizi (gratitudine, successi, attività piacevoli) permettono di praticarla ogni giorno.
1. CHE COS'È LA PSICOLOGIA POSITIVA?
La psicologia positiva è stata fondata da Martin Seligman. A differenza del pensiero positivo, che non è stato dimostrato scientificamente, la psicologia positiva si basa sulle ricerche scientifiche. Invita le persone ad allenare la propria mente.
La psicologia positiva si occupa di «ciò che va bene»: è lo studio del benessere. Riconosce l'importanza di comprendere e affrontare i problemi dei pazienti, ma anche di valorizzare i punti di forza e le qualità che rendono la vita «degna di essere vissuta». Che cosa ci permette di raggiungere il benessere? La psicologia positiva mira a promuovere atteggiamenti positivi.
Per la psicologia positiva è quindi importante lavorare sui punti di forza e sui valori delle persone.
I valori occupano un posto importante nella psicologia positiva. Rappresentano un «patto con sé stessi». Le nostre azioni derivano dai nostri valori, che rappresentano ciò che è importante per noi. Ci guidano e ci aiutano a trovare la motivazione per svolgere determinate attività. Quando agiamo in accordo con i nostri valori, possiamo provare un maggiore senso di realizzazione e di crescita personale. I valori sono fonti di benessere e felicità.
La psicologia positiva non significa vivere in un mondo fiabesco in cui tutto è bello. Si basa piuttosto sull'accettazione delle proprie emozioni, su un certo realismo e sulla resilienza, ovvero la capacità, per esempio, di superare eventi traumatici. L'obiettivo è quindi adottare nuovi atteggiamenti di fronte alle difficoltà che possiamo incontrare lungo il cammino.
2. L'IMPORTANZA DEI PUNTI DI FORZA DEL CARATTERE
Un altro concetto occupa un posto centrale nella psicologia positiva: quello di forza. Tutti possediamo punti di forza del carattere. Sono queste qualità che ci permettono di comportarci, pensare e sentire nel modo più favorevole possibile a un buon funzionamento. Dopo diversi studi, alcuni autori sono riusciti a individuare 24 punti di forza del carattere suddivisi in 6 categorie di virtù.
Saggezza e conoscenza
- Curiosità e interesse per il mondo
- Amore per l’apprendimento
- Capacità di giudizio, spirito critico, apertura mentale
- Ingegnosità, originalità, intelligenza pratica
- Lungimiranza, capacità di prendere le distanze e di vedere le cose in prospettiva
Coraggio
- Valore e coraggio
- Perseveranza, assiduità, diligenza
- Integrità, autenticità, sincerità
- Entusiasmo
Umanità e amore
- Amore e attaccamento
- Gentilezza e generosità
- Intelligenza sociale
Giustizia
- Spirito di squadra, senso del dovere, lealtà
- Equità, imparzialità
- Capacità di guidare: leadership
Moderazione
- Perdono
- Umiltà e modestia
- Prudenza, discrezione, cautela
- Autocontrollo, autoregolazione
Trascendenza
- Apprezzamento della bellezza e dell’eccellenza
- Gratitudine
- Speranza, ottimismo e orientamento al futuro
- Gioia e umorismo
- Spiritualità, ricerca del senso della vita, fede, religiosità
Se desidera conoscere i suoi punti di forza, esiste un test. Può trovarlo facendo clic qui. Questi punti di forza sono un fattore importante per la nostra realizzazione personale. Farvi ricorso ci permette di provare piacere e di avere una maggiore soddisfazione.
3. I FATTORI CHE FAVORISCONO L’OTTIMISMO, LA MOTIVAZIONE E LA SODDISFAZIONE
Nella psicologia positiva troviamo 5 pilastri fondamentali riuniti in un unico modello, il modello PERMA. Questo modello comprende le principali componenti che contribuiscono al benessere.
- P sta per positive emotions, ossia le emozioni positive: questa categoria comprende le diverse emozioni positive che possono favorire il benessere. Tra queste troviamo, per esempio, il piacere, il senso di conforto, il calore e l’interesse… È necessario prestare maggiore attenzione alle emozioni positive nella vita quotidiana.
- E sta per Engagement: significa vivere esperienze ottimali, chiamate anche flusso. Si tratta di svolgere attività che ci assorbono completamente, fino a farci perdere la nozione del tempo. Ci si dedica interamente all’attività. Sono attività che mettono in gioco le nostre competenze (es.: suonare uno strumento). Possono suscitare emozioni positive e permetterci di sviluppare ulteriori competenze.
- R sta per relationships, ossia le relazioni sociali positive: la felicità non dipende solo da noi stessi, ma anche dalle nostre relazioni con gli altri. L’essere umano è fondamentalmente sociale. Queste relazioni possono aiutarci a sentirci più al sicuro grazie al sostegno nei momenti difficili.
- M sta per meaning, ossia il significato: l’obiettivo è trovare un senso alla propria vita. Per farlo, può essere importante sentirsi parte di qualcosa di più grande di noi, cioè contribuire a una causa che va oltre noi stessi e che per noi conta.
- A sta per Accomplishment, ossia la realizzazione: il senso di realizzazione ha un ruolo importante nel benessere. È infatti importante avere obiettivi personali da raggiungere. Significa porsi un obiettivo e impegnarsi per raggiungerlo. Occorre anche prendersi il tempo per riconoscere il percorso compiuto e ciò che il raggiungimento dell’obiettivo ci ha dato. Avere delle riuscite nella vita è importante per potersi realizzare pienamente.
Questo modello può fungere da riferimento per orientarsi sempre più verso il benessere. È importante conoscerlo per metterne in pratica le diverse indicazioni. Occorre inoltre essere attenti alle emozioni positive, trovare attività a cui partecipare e che ci rendano pienamente felici, e rivolgere la propria attenzione alle relazioni sociali positive con le persone care. È altrettanto necessario prestare attenzione al senso che vogliamo dare alla nostra vita e agli obiettivi che desideriamo raggiungere.
4. L’UTILIZZO DELLA PSICOLOGIA POSITIVA NELLA TERAPIA DI ESPOSIZIONE IN REALTÀ VIRTUALE
La comprensione della psicologia positiva, insieme agli strumenti che essa utilizza, è venuta ad arricchire la terapia cognitivo-comportamentale. Così, nel solco della psicologia positiva, durante le esposizioni in realtà virtuale il terapeuta porterà il paziente a rivolgere la propria attenzione agli apporti positivi delle esposizioni e alle emozioni positive.
La VRET prevede esercizi da svolgere tra una seduta e l’altra per proseguire il percorso del paziente. Tra questi esercizi, lo psicologo può spiegare e consigliare il ricorso agli esercizi di psicologia positiva.
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5. ESEMPI DI ESERCIZI DI PSICOLOGIA POSITIVA
Alcuni piccoli esercizi semplici che hanno dimostrato la loro efficacia:
- Ogni giorno, si prenda un po’ di tempo a fine giornata per annotare su un quaderno le cose positive della giornata. Il principio consiste nel cercare di trovarne 3. Può trattarsi di eventi importanti come di eventi molto più piccoli, che però in quel momento hanno suscitato emozioni positive (esempio: una conversazione interessante con una persona, un buon pasto…).
- Nella stessa ottica, invece di annotare le cose positive della giornata, può concentrare i suoi scritti sui suoi successi della giornata. Tutte quelle piccole vittorie, quelle piccole cose della giornata che è riuscito a portare a termine (es.: ho messo in ordine i miei documenti; mi sono preso il tempo di preparare i pasti per la settimana…)
- Come abbiamo visto nel modello PERMA, è importante svolgere attività che ci fanno piacere e in cui possiamo immergerci completamente. Può ad esempio stilare un elenco delle attività che vorrebbe svolgere. E poi pianificare queste attività nella sua agenda!
- Ora che ha individuato i suoi punti di forza, ne scelga uno ogni giorno o ogni settimana e cerchi di metterlo in pratica.
Appena possibile, pratichi esercizi di mindfulness, che permettono di essere nel qui e ora.
FAQ sulla psicologia positiva e la realtà virtuale
Perché utilizzare la realtà virtuale nell'ambito della salute mentale?
La realtà virtuale consente un’esposizione graduale e controllata a situazioni ansiogene, in un contesto sicuro e riproducibile. Favorisce il coinvolgimento del paziente grazie al suo carattere immersivo e permette al professionista di adattare ogni esercizio. Tratta disturbi d’ansia, fobie, dipendenze e disturbi dell’umore.
Ho accesso a tutti gli ambienti?
Sì, tutti gli ambienti C2Care sono riuniti in un’unica applicazione. Può così accedere all’intero catalogo senza dover installare più software distinti.
Chi devo contattare in caso di problemi con il software?
Il servizio tecnico C2Care è raggiungibile tramite live chat dalla sua piattaforma di controllo. In caso di problemi con il visore, viene effettuata una diagnosi insieme a lei; se necessario, il materiale difettoso viene sostituito entro 48 ore.
Da quando esiste la realtà virtuale terapeutica in C2Care?
C2Care sperimenta il suo software presso ospedali dal 2016. Questa esperienza sul campo ha permesso di perfezionare gli ambienti e i protocolli di esposizione oggi proposti ai professionisti.
La realtà virtuale può essere pericolosa?
La realtà virtuale non è considerata pericolosa. Alcuni utenti possono tuttavia avvertire una cybersickness (nausea, disorientamento), un fenomeno che riguarda circa il 10% delle persone che utilizzano un visore.
Chi può utilizzare la realtà virtuale a scopo terapeutico?
La realtà virtuale terapeutica viene utilizzata da professionisti formati: psicologi, psichiatri e terapisti occupazionali. È impiegata in diverse strutture sanitarie, come CHU, cliniche e RSA (residenze per anziani), sempre sotto supervisione professionale.
Quali pazienti possono beneficiare della VRET?
I pazienti che soffrono di disturbi d’ansia, fobie, dipendenze o disturbi cognitivi possono beneficiare di una terapia di esposizione in realtà virtuale. La presa in carico avviene sempre sotto la supervisione di un professionista formato.
Come terapeuta, quali sono i vantaggi di dotarsi di dispositivi di realtà virtuale?
Il professionista ha accesso a oltre 250 ambienti per proporre un’esposizione progressiva e personalizzata. Entra a far parte di una comunità di oltre 1000 professionisti già equipaggiati, con un maggiore coinvolgimento dei pazienti e un monitoraggio facilitato.
Autore
C2Care