Mio figlio ha paura di tornare a scuola
I genitori e i tutori che stanno valutando le scelte da fare in merito alla riapertura delle scuole durante il picco di un'epidemia mortale potrebbero dover affrontare una sfida in più: i bambini che hanno paura di tornare in classe. I sentimenti di agitazione sono normali e prevedibili nei periodi di cambiamento o di transizione. Questo vale in particolare per i bambini e gli adolescenti che tornano a scuola o per i bambini che entrano per la prima volta alla scuola dell'infanzia.
Le informazioni essenziali
- La fobia scolare si manifesta con sintomi fisici (nausea, mal di pancia) e un'ansia da separazione.
- La realtà virtuale colloca il bambino in un ambiente scolastico simulato e sicuro.
- La terapia di esposizione (VRET) è supervisionata da un terapeuta che regola le situazioni.
- L'approccio può essere combinato con la terapia cognitivo-comportamentale (TCC).
- Si adatta all'età e ai timori specifici di ciascun bambino.
1. Sintomi e caratteristiche della fobia scolare
I ragazzi che soffrono di paranoia scolastica sono spesso emotivi, insicuri e molto suscettibili. Desiderano stare vicini ai genitori e tendono a diventare nervosi in caso di separazione.
I genitori possono supporre che la paura della scuola sia probabile ogni volta che i bambini:
- Presentano segni fisici poco prima di dover partire per la scuola, come nausea, mal di stomaco, diarrea, vomito o stanchezza estrema senza una particolare ragione medica
- Diventano appiccicosi, irritabili o mostrano segni di preoccupazione quando sono lontani dai propri cari o dai genitori
- Hanno una preoccupazione estrema di restare soli o timori illogici
- Hanno incubi ricorrenti e difficoltà a dormire
- Presentano segni nei giorni di scuola, ma stanno bene durante i fine settimana e le vacanze scolastiche.
- I bambini che soffrono di fobia della scuola possono rifiutarsi di andare a scuola per periodi prolungati.
2. Contesto dell'innovazione basata sulla realtà virtuale (VR)
La VR è un'interfaccia ad alta tecnologia che permette agli utenti di sottoporsi, attraverso un ambiente generato al computer, a una situazione monitorata. Questa innovazione è stata progressivamente utilizzata nell'ambito della cura della salute mentale, in particolare nella ricerca clinica. La VR aspira a un realismo parallelo e genera un mondo al tempo stesso pratico e ipnotico. Gli utenti fanno esperienza della VR ogni volta che credono che la simulazione riproduca con precisione l'esperienza del mondo reale che tenta di ricreare. La sensazione di esistere nella realtà virtuale è resa possibile dall'uso di tecnologie come i visori montati sulla testa, i suoni di sintesi, i guanti con rilevamento del movimento, ecc. Che permettono di stimolare numerosi sensi e di esplorare dinamicamente l'ambiente virtuale.
Terapia di realtà virtuale: che cos'è?
3. In che modo la terapia di realtà virtuale aiuta a gestire l'ansia scolastica?
Mentre molti bambini sono felici di tornare a scuola e di ritrovare i compagni, per molti altri un nuovo trimestre/anno scolastico è sinonimo di disagio e di ansia scolastica. E se, invece, suo figlio potesse entrare in tutta sicurezza nella sua classe, conoscere i nuovi compagni e insegnanti e acquisire strategie concrete per gestire le circostanze preoccupanti che teme a scuola? Con la terapia in VR, questo può avvenire senza sforzo. Ricercatori e terapeuti affermano che la buona notizia è che la tecnologia della realtà virtuale e la sua facilità d'uso stanno migliorando rapidamente grazie alle applicazioni industriali e ai videogiochi, e quindi le sue prospettive come rimedio per la salute mentale sono solo all'inizio.
Che cosa succede durante la terapia di realtà virtuale?
Le ricerche hanno dimostrato che la terapia di realtà virtuale «rimodella» essenzialmente il cervello, potenziando le aree coinvolte nell'attenzione e nelle relazioni amicali. Ciò consente una migliore comprensione e una maggiore consapevolezza dei segnali sociali, una migliore comprensione degli scambi e dei dialoghi e un maggiore controllo ogni volta che si affrontano problemi scolastici reali. Nelle ricerche condotte dopo che i bambini avevano seguito una terapia di esposizione in VR, le scansioni hanno rivelato che le aree del cervello legate alle abilità sociali e le regioni che scambiano informazioni nelle interazioni sociali risultano migliorate.
Questo approccio visivamente innovativo e reattivo alla lotta contro la fobia della scuola offre una piattaforma dinamica in grado di creare un numero illimitato di situazioni di paura. Partendo dalle paure specifiche di un bambino, propone situazioni evocative vicine alla vita reale con un riscontro immediato, il che rafforza notevolmente la capacità del bambino di gestire la tensione.
I bambini e il trattamento con la realtà virtuale
La terapia di esposizione in realtà virtuale (VRET) prevede ambienti virtuali personalizzati, sviluppati con cura per supportare la terapia di esposizione degli stati d'ansia. Grazie alla realtà virtuale, il bambino viene esposto a situazioni spaventose in un ambiente sicuro e controllato, invece di essere portato nell'ambiente reale o di doverlo immaginare.
La situazione virtuale è supervisionata da un terapeuta, il che garantisce un controllo completo dell'esposizione alla situazione temuta. La VRET permette al terapeuta di modulare le situazioni affinché siano adatte alla persona durante una normale seduta di terapia e all'interno dello studio del terapeuta.
In breve
La terapia cognitivo-comportamentale arricchita dalla realtà virtuale potrebbe essere uno strumento ausiliario utile per trattare la fobia della scuola. La componente principale di questo trattamento è la terapia di esposizione, che consiste nell'aiutare i pazienti a diventare più calmi di fronte alle situazioni che li spaventano. La tecnologia VR colloca il paziente in ambienti generati al computer in cui fa esperienza di un'aula e di un contesto scolastico. All'inizio, i pazienti imparano ad affrontare la situazione e vengono poi inseriti nella situazione in VR. I pazienti possono esercitarsi in questo mondo virtuale finché non sono soddisfatti dell'esperienza e delle loro risposte.
Se è necessaria una strategia di trattamento complessa, la terapia di realtà virtuale viene combinata direttamente con altre tecniche per offrire una strategia di intervento globale.
Il trattamento con la VR si sta affermando come una soluzione sofisticata che permette ai bambini di affrontare le proprie paure in una situazione innocua e realistica, ma in un modo che offre loro il controllo. La terapia di realtà virtuale può essere utilizzata in tutte le fasce d'età e può essere adattata all'età del bambino man mano che cresce.
Inoltre, questa terapia può essere adattata alle diverse situazioni di fobia della scuola. Ad esempio, un bambino può essere ansioso all'idea di sostenere gli esami, mentre altri temono le relazioni con i compagni. Entrambi i bambini possono essere aiutati dalla terapia in VR, che unisce la terapia cognitivo-comportamentale (TCC) e il trattamento di esposizione in vivo, ma con le tecnologie più recenti.
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FAQ sul bambino che ha paura di tornare a scuola e la realtà virtuale
Perché utilizzare la realtà virtuale nell'ambito della salute mentale?
La realtà virtuale consente un'esposizione graduale e controllata a situazioni ansiogene, in un contesto sicuro e riproducibile. Favorisce il coinvolgimento del paziente e permette al professionista di adattare ogni ambiente alle sue esigenze specifiche, per una presa in carico personalizzata.
Quali patologie possono essere trattate mediante la realtà virtuale?
La realtà virtuale tratta i disturbi d'ansia, tra cui le fobie e lo stress post-traumatico, oltre ai disturbi ossessivo-compulsivi, alle dipendenze e ai disturbi dell'umore. Viene utilizzata anche nella riabilitazione cognitiva. Nei bambini, si applica in particolare alla fobia scolare.
Quali pazienti possono beneficiare della VRET?
La terapia di esposizione in realtà virtuale si rivolge sia ai bambini sia agli adulti alle prese con un disturbo d'ansia. Per la fobia scolare, è adatta ai ragazzi ansiosi di fronte agli esami o alle relazioni con i compagni, a qualunque età.
La realtà virtuale può essere pericolosa?
Utilizzata in un contesto supervisionato da un professionista, la realtà virtuale non presenta pericoli particolari. Alcune persone possono avvertire cybersickness, una sensazione simile al mal d'auto, che riguarda circa il 10% degli utenti. In tal caso il professionista regola l'esposizione.
Posso avere nausea utilizzando il visore VR?
Una sensazione di nausea, chiamata cybersickness, può manifestarsi in circa il 10% delle persone che utilizzano un visore VR. Il professionista adatta l'intensità e la durata dell'esposizione per limitare questo disagio e consentire un'abituazione progressiva.
Come si utilizza la realtà virtuale?
Il professionista colloca il paziente in un ambiente virtuale che riproduce la situazione temuta, in questo caso un contesto scolastico, con l'aiuto di un visore e di accessori sensoriali. La situazione resta costantemente supervisionata, il che permette di regolare l'esposizione in base alle reazioni del paziente.
Da quanto tempo esiste?
C2Care sviluppa e sperimenta i suoi software di realtà virtuale presso ospedali dal 2016. Questa esperienza ha permesso di adattare progressivamente gli ambienti proposti alle esigenze dei professionisti e dei pazienti, in particolare per trattare la fobia scolare nei bambini.
Riferimenti
- articolo
Virtual reality helps calm kids anxiety during treatment
Consulta - etude-scientifique
National library of medicine
Consulta - articolo
4 causes of back to school anxiety and how to help
Consulta - articolo
Anxiety Treatment NYC
Consulta
Autore
C2Care