L’intelligenza emotiva
Non le è mai capitato di riversare il suo stress o la sua rabbia su una persona che non ne era la causa? Saper accettare e gestire correttamente le proprie emozioni è una prova di intelligenza emotiva, fondamentale per il successo.
Le informazioni essenziali
- L'intelligenza va oltre il QI: questo spiegherebbe solo il 20 % del successo, e si distinguono 7 tipi di intelligenza, tra cui l'intelligenza emotiva.
- L'intelligenza emotiva è la capacità di identificare, comprendere e padroneggiare le proprie emozioni, ma anche di riconoscere quelle degli altri.
- Si basa su quattro pilastri: la consapevolezza di sé, la gestione di sé, la consapevolezza sociale e la gestione delle relazioni.
- Utile sul piano professionale, relazionale e personale, aiuta a decidere, comunicare e gestire i conflitti meglio.
- In parte ereditaria, si allena e si sviluppa: accogliere, decodificare ed etichettare le proprie emozioni, prendersene cura e comprendere quelle degli altri.
1. CAPIRE CHE COS'È L'INTELLIGENZA
Si tende spesso a pensare che l'intelligenza sia il risultato del test del QI. In realtà, l'intelligenza è molto di più. Infatti, solo il 20% del successo delle persone è dovuto all'intelligenza misurata dai test del QI.
Essere intelligenti significa saper comprendere, conoscere, imparare, analizzare e adattarsi a nuove situazioni in base alle esigenze del contesto. Che l'intelligenza sia cognitiva o meno, l'obiettivo principale comune è garantire la nostra sopravvivenza grazie a una buona capacità di adattamento nel mondo. Per molti, l'intelligenza è difficile da comprendere e da analizzare. Per questo alcune teorie contano non meno di 7 tipi di intelligenza: linguistica, logico-matematica, spaziale, musicale, corporea, intrapersonale (o emotiva), naturalistica e interpersonale.
L'intelligenza linguistica
Si tratta della capacità di usare il linguaggio per esprimersi e sviluppare le proprie idee, semplici e complesse, e di comprendere gli altri, sia oralmente sia per iscritto. In genere, le persone con un'intelligenza linguistica sviluppata amano leggere, scrivere, fare cruciverba, imparare nuove lingue ecc.
L'intelligenza logico-matematica
Questa intelligenza è l'attitudine a maneggiare i numeri, a risolvere problemi logici seguendo un ragionamento specifico, a osservare e analizzare le situazioni per poter formulare nuove ipotesi. Le persone dotate di questa intelligenza sono portate per il calcolo, la risoluzione di problemi, la strutturazione di sistemi logici…
L'intelligenza visiva e spaziale
È la capacità di orientarsi e di trovare punti di riferimento in un ambiente, ma anche di creare collegamenti tra i diversi oggetti presenti. Si tratta quindi di poter immaginare, visualizzare una disposizione o un percorso in base alle informazioni di cui si dispone. Gli artisti, per esempio, sono spesso dotati di una grande intelligenza visuo-spaziale.
L'intelligenza musicale
È la capacità di identificare, pensare, creare, riconoscere suoni e ritmi armoniosi. Le persone con una grande intelligenza musicale sapranno quindi memorizzare e interpretare i suoni musicali e saranno sensibili alle parole e alla loro sonorità.
L'intelligenza corporea o cinestetica
Saper usare il proprio corpo (in tutto o in parte) e i suoi movimenti per esprimere le proprie idee è segno di una buona intelligenza corporea. Questa intelligenza richiede molto allenamento fisico.
L'intelligenza intrapersonale (o emotiva)
L'intelligenza emotiva è parte integrante dell'intelligenza intrapersonale, poiché si tratta di saper fare una buona introspezione dei propri bisogni e dei propri sentimenti per migliorare le proprie reazioni di fronte alle diverse situazioni.
L'intelligenza naturalistica
L'intelligenza naturalistica è la capacità di conoscere e riconoscere le piante, gli animali e i diversi ambienti. Più in generale, si tratta di avere una sensibilità particolare per la natura e gli esseri viventi.
L'intelligenza interpersonale
Questa intelligenza richiede empatia e tolleranza. È la capacità di saper ascoltare, comprendere, collaborare, aiutare gli altri per avere relazioni sociali buone, durature e autentiche. Anche l'intelligenza emotiva è strettamente legata a questo tipo di intelligenza.
2. CHE COS'È L'INTELLIGENZA EMOTIVA?
Per capire che cos’è l’intelligenza emotiva, è fondamentale avere un’idea chiara di che cosa siano le emozioni. Un’emozione è uno stato fisiologico, psicologico e affettivo intenso, di durata variabile. È una reazione primaria del nostro cervello a uno stimolo ambientale. Questa emozione permette di innescare determinate azioni nel resto del corpo: condividere una gioia, chiarire le incomprensioni e, soprattutto, evitare un pericolo. Questa forma di intelligenza, giustamente valorizzata, ci permette di usare le nostre emozioni come motore per andare avanti.
L’intelligenza emotiva è dunque una forma di intelligenza incentrata principalmente sulle emozioni. È la capacità di identificare, comprendere, analizzare, conoscere e gestire le nostre emozioni. Ma va anche oltre: comprende la capacità di riconoscere e comprendere quelle degli altri per adattare le nostre parole e le nostre azioni ai loro sentimenti. Per rispettare noi stessi e la persona con cui parliamo, è importante tenere conto delle nostre emozioni e di quelle che riconosciamo nell’altro.
Prendiamo una situazione quotidiana. Ha appena ricevuto un’ottima notizia ed è particolarmente felice. Ha appuntamento con un’amica. Quando la incontra, la vede in lacrime. Naturalmente, non le salterà al collo per gridarle tutta la sua gioia. Modererà le sue parole, cercherà di capire che cosa prova e di sostenerla, senza però diventare triste quanto lei né cancellare tutta la gioia che sente. In questa situazione, dà prova di intelligenza emotiva.
3. CHE LEGAME C'È TRA L'ESPERIENZA E L'INTELLIGENZA EMOTIVA?
L'intelligenza emotiva è un'intelligenza a pieno titolo, poiché ci permette di elaborare le informazioni secondo uno spettro specifico. Le emozioni sono in realtà delle guide dei nostri bisogni. Infatti, mettono in evidenza bisogni specifici che non sono stati ascoltati o soddisfatti. L'intelligenza emotiva ci permette quindi di elaborare un'informazione funzionale.
È importante capire che tutto ciò che viviamo, lo viviamo attraverso il filtro delle nostre emozioni. Lo avrà notato: quando è felice, o pieno/a di emozioni positive, vede più facilmente tutto ciò che di positivo c'è nella sua giornata. Avviene il contrario quando inizia la giornata con emozioni negative.
4. A CHE COSA SERVE L'INTELLIGENZA EMOTIVA?
L'intelligenza emotiva è particolarmente utile per una buona armonia tra il piano professionale, personale, relazionale e della salute.
Dal punto di vista professionale, saper analizzare le proprie emozioni e quelle degli altri, e saperle gestire, permetterà di lavorare in modo efficace, prendere le decisioni giuste e migliorare la trasmissione delle informazioni con gli altri. Le permetterà anche di evitare il burn out o l'ergofobia.
Dal punto di vista relazionale, l'intelligenza emotiva è l'elemento essenziale per una buona comunicazione, per la gestione dei conflitti, per costruire relazioni sane e per cooperare nonostante le divergenze.
Dal punto di vista personale, è importante saper comprendere il proprio stato attuale, esserne consapevoli e non cedere all'impulsività e alla frustrazione. Una buona intelligenza emotiva permetterà di prendere decisioni migliori e di raggiungere più facilmente i propri obiettivi professionali. Favorisce inoltre una migliore assertività e una maggiore fiducia in sé stessi.
Lasciarsi sopraffare dalle proprie emozioni distorce i ragionamenti e porta ciascuno ad adottare comportamenti inappropriati.
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5. QUALI SONO LE DIVERSE DIMENSIONI DELL'INTELLIGENZA EMOTIVA?
L’intelligenza emotiva si articola in quattro concetti principali, che ne costituiscono i pilastri e le componenti essenziali.
La consapevolezza di sé
È la capacità di prendere coscienza delle proprie emozioni, comprenderle, riconoscerle e capire come possono influire sulla quotidianità, sulle decisioni e sulla vita. Si tratta di imparare a comprenderle per orientarci meglio, senza lasciare che diventino un ostacolo.
A questo scopo, occorre cercare di non lasciarsi sopraffare dalle diverse emozioni che ci coinvolgono, ma identificarle una alla volta e imparare a riconoscere ciò che le scatena, per prevenirle e gestirle meglio.
La gestione di sé
La gestione di sé è la capacità di controllare le proprie emozioni e gestire l’impulsività. La vita quotidiana suscita infatti emozioni diverse, positive e negative, e l’accumularsi di queste emozioni può talvolta farci pensare di non avere più il controllo delle nostre emozioni o della situazione.
Per cercare di raggiungere questo obiettivo dell’intelligenza emotiva, provi a riconoscere quando si sente sopraffatto dalle emozioni. Chiuda gli occhi per ritrovare il proprio equilibrio e respiri profondamente, lentamente, prendendosi il tempo necessario… tutto il tempo che le serve. La coerenza cardiaca è uno strumento utile che le permette di dedicare del tempo alla regolazione del ritmo cardiaco e ritrovare il proprio equilibrio.
Consapevolezza sociale o consapevolezza delle emozioni altrui
Significa saper riconoscere le emozioni degli altri e mostrare empatia. Vuol dire comprendere le loro emozioni e cercare di capire i loro bisogni, le loro preoccupazioni e le loro difficoltà.
In questo modo creiamo un ponte tra noi e la persona che soffre. Adattiamo quindi il nostro comportamento, le nostre parole e il nostro modo di comunicare…
Le relazioni interpersonali
È la capacità di gestire le relazioni sociali, di ispirare gli altri e di comprendere l’influenza che le nostre emozioni esercitano su di loro. L’idea è d**’aiutare gli altri a crescere** attraverso ciò che provano. Grazie alla sintonia tra le nostre emozioni e quelle degli altri, diventa più facile poter collaborare e motivare l’altra persona. In questo modo, la aiutiamo ad affrontare le proprie emozioni e ad andare avanti.
Per dimostrare una buona intelligenza emotiva nelle relazioni sociali, è importante essere flessibili e praticare l’ascolto attivo.
6. L'INTELLIGENZA EMOTIVA È EREDITARIA?
La nostra intelligenza e il nostro cervello si modellano attraverso le esperienze vissute o ripetute. Forse conosce Slumdog Millionaire, che racconta la vita di un ragazzo indiano considerato troppo intelligente perché sa rispondere a tutto. In realtà, collega le domande alle esperienze che ha vissuto e da cui ha imparato. È in questo senso che dimostra intelligenza. Nel suo caso si tratta soprattutto di intelligenza cognitiva, ma l’intelligenza emotiva funziona in modo analogo.
In ogni caso, una parte della nostra intelligenza emotiva è legata al nostro DNA. Quando viviamo una situazione, infatti, si attiva un certo bagaglio emotivo presente nel nostro cervello.
L’intelligenza emotiva, tuttavia, può essere sviluppata e allenata per migliorarla.
7. COME CAPIRE SE HO UN'ELEVATA INTELLIGENZA EMOTIVA?
Per capire se ha un’elevata intelligenza emotiva, provi a rispondere a queste domande:
- So riconoscere e comprendere le emozioni degli altri?
- Riesco ad analizzare le mie emozioni?
- Sono consapevole delle conseguenze delle mie parole e delle mie azioni?
- So controllare la mia impulsività?
- Riesco a mettermi in discussione e a prendere le distanze dalle mie emozioni?
- Riesco a dare un nome alle mie emozioni e a scegliere consapevolmente le parole quando parlo di ciò che provo?
8. QUAL È L'IMPORTANZA DELLE EMOZIONI?
È fondamentale non avere paura delle proprie emozioni, ma considerarle un mezzo per creare legami sociali, e un elemento essenziale nel prendere decisioni e gestire i conflitti.
Occorre quindi prestare particolare attenzione alle emozioni, anche a quelle negative, che siano nostre o degli altri. In realtà, possono segnalare un bisogno insoddisfatto. Un’emozione negativa è un segnale della necessità di cambiare qualcosa dentro o fuori di sé e di cercare una soluzione.
Una volta definita e identificata l’emozione, occorre chiedersi quale sia il bisogno sottostante. Per esempio, la rabbia può nascere quando sente che il suo bisogno di essere ascoltato, tenuto in considerazione o trattato con giustizia non è stato soddisfatto. La paura può indicare un bisogno di sicurezza. La tristezza può esprimere una perdita e il bisogno di elaborare il lutto per qualcosa o qualcuno. Può fare riferimento ai bisogni della piramide di Maslow per comprendere meglio ciò che conta nella sua vita e trovare serenità.
Una volta accettato questo, sarà più facile trovare soluzioni.
Ricordiamo che esistono sei famiglie di emozioni: gioia, tristezza, paura, disgusto, rabbia e sorpresa.
9. COME SVILUPPARE L'INTELLIGENZA EMOTIVA?
Come tutte le forme di intelligenza, anche questa può essere sviluppata seguendo alcuni piccoli consigli.
Accolga le sue emozioni
Imparare a gestire le proprie emozioni significa innanzitutto essere in grado di riconoscerle. Si prenda il tempo di osservarle, di chiedersi quale sia l'emozione che prova davvero nel profondo. Si chieda se questa emozione è piacevole o spiacevole. Si domandi quale energia è legata a questa emozione. E poi si chieda a quale bisogno questa emozione doveva rispondere e quale soluzione razionale potrebbe trovare per soddisfarlo. La meditazione di consapevolezza è un ottimo modo per prendersi il tempo di ascoltare ciò che accade dentro di sé.
Decodifichi le sue emozioni
Si prenda il tempo di cercare di comprendere le sue emozioni per sapere perché si sente come si sente in questo momento. Si ponga la domanda: “e prima che mi succedesse, che cosa stavo facendo?”. In questo modo potrà capire che cosa l'ha scatenata e perché genera in lei questa emozione negativa. Ciò che prova in questo momento, o l'evento che ha appena vissuto, fa eco a un altro elemento del passato? Affiora un ricordo? Se soffre di stress al lavoro o a casa, cerchi di comprenderlo e di chiedersi come porvi rimedio.
L'importante, qui, è decifrare le sue emozioni con benevolenza. Non esprima giudizi su ciò che può provare. Il suo corpo sta cercando di trasmetterle un messaggio. Non lo seppellisca, nascosto dietro una rabbia o una tristezza durature e inspiegabili. Questo strumento può essere assimilato all'auto-osservazione, che può esserle utile nella vita quotidiana.
Dia un nome alle sue emozioni
È molto difficile disporre del vocabolario adeguato per dare davvero il nome giusto all'emozione provata. È più facile dire “va bene” o “non va bene”, senza approfondire e comprendere chiaramente la propria emozione. Eppure esistono molte parole per definire le nostre emozioni e la loro intensità. Saperle riconoscere, nominare e distinguere ci aiuta a capire ciò che proviamo davvero e a saperle gestire.
Non abbia paura delle emozioni che prova. Per questo può parlarne, nei momenti in cui le sembra opportuno. Le persone intorno a lei potranno comprendere ciò che prova in quel momento, le sue reazioni, la sua motivazione ecc. Con le parole giuste, chi le sta vicino non potrà che comprenderla.
Se ne prenda cura, piano piano ma con costanza
Reprimere le proprie emozioni le renderà solo più difficili da gestire. Se non accetta le emozioni che prova, è impossibile prendersene cura. Accetti quindi di poter provare certe emozioni. Si prenda poi il tempo di affrontarle una per una. Quando prova un'emozione, la identifichi, la analizzi e comprenda ciò che rappresenta per lei.
Comprendere le emozioni degli altri
Provi ad applicare i diversi strumenti con le altre persone. Anche loro provano emozioni e hanno reazioni a volte sorprendenti. Non è però sempre facile comprenderle e agire di conseguenza. Si prenda il tempo di chiedere un riscontro, osi porre le domande giuste. Come si sente la persona nel profondo? Che cosa rende difficile questo momento? Utilizzi tecniche di ascolto attivo. Riformuli alcuni elementi che la persona le ha detto, per essere sicuro/a di averla capita e per far sentire alla persona ciò che anche lei può provare.
Da parte sua, accetti di non avere tutte le chiavi per aiutare la persona, ma accetti di poterla indirizzare. In ogni caso, non esiti a farle domande se necessario.
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FAQ sull'intelligenza emotiva e la realtà virtuale
Che ruolo ha l'assistente IA Camille nell'intelligenza emotiva?
Camille è un'assistente IA che accompagna il paziente senza giudicarlo, come una persona di fiducia. Interviene anche tramite personaggi virtuali integrati nelle scene, per sostenere lo sviluppo della consapevolezza emotiva durante gli esercizi.
Il test del QI misura tutta l'intelligenza?
No, il test del QI riflette solo una parte dell'intelligenza. Solo il 20% del successo delle persone sarebbe legato all'intelligenza misurata dal QI. In realtà, l'intelligenza comprende diverse capacità, tra cui la comprensione, l'analisi e l'adattamento a nuove situazioni.
Quali sono le sei famiglie di emozioni?
Le sei famiglie di emozioni sono la gioia, la tristezza, la paura, il disgusto, la rabbia e la sorpresa. Ognuna trasmette un messaggio legato a un bisogno, ascoltato o meno, e guida le nostre reazioni di fronte alle situazioni vissute.
L'intelligenza emotiva riguarda solo le nostre emozioni?
No, va oltre la gestione delle proprie emozioni. Comprende anche la capacità di riconoscere e comprendere quelle dell'altro, per armonizzare il proprio discorso e le proprie azioni in base ai sentimenti percepiti nell'interlocutore.
Un'emozione negativa ha un'utilità?
Sì, un'emozione negativa segnala un bisogno non soddisfatto, come una mancanza di sicurezza per la paura o un senso di ingiustizia per la rabbia. Serve da campanello d'allarme per individuare ciò che deve cambiare, prima di cercare una soluzione.
Quali sono le quattro componenti dell'intelligenza emotiva?
L'intelligenza emotiva si basa su quattro pilastri: la consapevolezza di sé, la gestione di sé, la consapevolezza sociale e la gestione delle relazioni. Ciascuno corrisponde a una capacità specifica, dal riconoscimento delle proprie emozioni alla gestione delle relazioni con gli altri.
Autore
C2Care