La procrastinazione
La procrastinazione è un fenomeno ben noto che riguarda la maggior parte di noi. È la tendenza a rimandare i compiti che devono essere svolti.
Le informazioni essenziali
- La procrastinazione consiste nel rimandare compiti necessari, alimentando un circolo vizioso con lo stress.
- Le sue cause: scarsa gestione del tempo, difficoltà di concentrazione o mancanza di motivazione, paura di fallire, perfezionismo.
- Può essere associata all'ADHD, all'ansia, alla depressione o al disturbo ossessivo-compulsivo.
- Strategie: individuare le cause, pianificare per fasi, trovare la motivazione e gestire il tempo stabilendo priorità chiare.
1. INTRODUZIONE
Per alcune persone, la procrastinazione è un ostacolo nella vita quotidiana.
La procrastinazione può influire su:
- la posizione sociale di una persona,
- incidendo negativamente sulla sua situazione finanziaria.
Può assumere forme diverse, come:
→ passare il tempo sui social media invece di lavorare,
→ rimandare la stesura di una relazione importante
→ oppure non fare la spesa necessaria per la settimana.
Inoltre, chi procrastina tende a evitare i compiti, rimandandoli a più tardi. È così che il circolo vizioso dello stress e della procrastinazione continua ad alimentarsi.
In questo articolo esamineremo i processi alla base della procrastinazione e proporremo alcune strategie efficaci per superarla.
2. COME FUNZIONA?
Pensare a un compito che non vuole o non riesce a svolgere suscita forti preoccupazioni.
La procrastinazione procura un certo sollievo a breve termine, ma il pensiero del lavoro rimandato rimane in fondo alla mente e non le permette di riposare.
Una pressione continua incide rapidamente sulla sua salute: irritabilità, disattenzione, mal di testa e insonnia sono solo alcuni degli effetti del rinviare i compiti. La situazione è ancora più grave se la procrastinazione è conseguenza di ADHD, nevrosi o depressione.
La ricerca della psicologa Fuschia Sirois mostra che la procrastinazione abituale può essere associata a diversi problemi di salute mentale e fisica, come la depressione, il raffreddore o persino le malattie cardiovascolari.
3. QUAL È LA CAUSA DELLA PROCRASTINAZIONE?
La procrastinazione può dipendere da diversi fattori. Tra questi:
La cattiva gestione del tempo (pianificazione inadeguata)
A volte le persone procrastinano semplicemente perché non hanno pianificato bene il proprio tempo e si sentono sopraffatte dalla quantità di lavoro che devono svolgere.
Potrebbero aver bisogno di una strategia di gestione del tempo più efficace per riuscire a rispettare il programma.
La mancanza di concentrazione
Alcune persone possono faticare a concentrarsi su un compito a causa di distrazioni nell'ambiente o di difficoltà interiori, come l'ansia o la depressione.
Procrastinare offre il vantaggio a breve termine di evitare di affrontare queste difficoltà.
La mancanza di interesse/motivazione
Può essere difficile trovare la motivazione per fare qualcosa che non sembra interessante o che non offre vantaggi immediati. Quando le persone non hanno una motivazione intrinseca a fare qualcosa, può essere più facile procrastinare.
La paura di fallire e/o del giudizio
La paura di non riuscire o di essere criticati può essere una ragione importante per cui alcune persone procrastinano. Possono temere che il loro lavoro non sia abbastanza buono o di non essere all'altezza delle aspettative degli altri, e questo può portarle a rimandare o evitare del tutto il compito.
Il perfezionismo
Le persone che si impongono standard molto elevati possono tendere a procrastinare perché vogliono assicurarsi che il loro lavoro sia perfetto prima di consegnarlo. Questo può richiedere più tempo del necessario e impedire loro di completare il compito in tempo.
Queste cause della procrastinazione possono essere associate a differenze individuali nella personalità, nelle esperienze di vita e nei processi cognitivi, oltre che a fattori ambientali come le esigenze lavorative o gli obblighi familiari.
Per ogni persona può essere utile individuare le cause specifiche della propria procrastinazione, così da trovare strategie efficaci per superarla.
Lo sapeva?
La ricerca della psicologa Fuschia Sirois mostra che la procrastinazione abituale può essere associata a diversi problemi di salute mentale e fisica, come la depressione, il raffreddore o persino le malattie cardiovascolari.
4. ESAMINIAMO INSIEME QUESTE DIVERSE PROBLEMATICHE?
Procrastinazione e ADHD
L'ADHD può essere la causa della procrastinazione? Le persone alle prese con l'ADHD hanno difficoltà a pianificare le proprie attività, a concentrarsi e a svolgere compiti complessi o noiosi. Per questo motivo si irritano rapidamente, hanno la tendenza a dimenticare questioni diverse, anche quotidiane, e per loro è difficile ricordare le date importanti.
Gli svantaggi dell'ADHD possono contribuire alla procrastinazione.
La terapia cognitivo-comportamentale potrebbe aiutare. Facilita l'eliminazione degli errori e introduce un comportamento corretto che favorisce una migliore gestione del tempo.
Ansia e procrastinazione
La nevrosi d'ansia può essere un'altra ragione per rimandare le cose.
Le persone che ne soffrono provano un'agitazione costante.
- La preoccupazione per la propria salute,
- la propria sicurezza
- la propria famiglia occupa gran parte del loro tempo
Non resta loro abbastanza tempo per fare altro.
Anche questo contribuisce alla procrastinazione.
Come accertarsi che la causa sia l'ansia?
Si manifesta con:
- stanchezza,
- insonnia,
- irritabilità,
- tensioni,
- aritmia cardiaca,
- sudorazione eccessiva.
I farmaci e la psicoterapia potrebbero aiutare a trattare l'ansia. Inoltre, è importante anche cercare di distogliere la mente dai pensieri negativi.
Procrastinazione e depressione
La depressione è una malattia molto grave in cui il cervello smette di funzionare in modo razionale a causa di cambiamenti chimici che avvengono al suo interno. Una persona depressa presenta:
- un marcato calo del tono dell'umore,
- un senso di tristezza pervasivo,
- affaticamento mentale e disperazione.
Il tratto caratteristico è la mancanza di volontà e di energia, nonché della capacità di portare a termine le operazioni più elementari.
Per amici e familiari che non hanno mai sofferto di depressione, un simile comportamento può risultare del tutto incomprensibile. Spesso viene scambiato per apatia o pigrizia. A volte le persone reagiscono alla depressione dicendo «Datti una mossa!»
Tuttavia, la depressione non va trascurata. È necessario consultare un professionista e iniziare un trattamento, che di solito si basa sull'assunzione di farmaci, talvolta sotto forma di sedute individuali con uno psicoterapeuta o di terapia di gruppo.
Disturbo ossessivo-compulsivo e procrastinazione
Il disturbo ossessivo-compulsivo è strettamente legato alla depressione e all'ansia.
Questo tipo di disfunzione non le permette di sentirsi soddisfatto del suo compito anche quando è stato portato a termine bene.
È una sensazione in parte simile a un perfezionismo eccessivo. C'è sempre qualcosa da migliorare. Niente è perfetto come dovrebbe.
Una persona affetta da disturbo ossessivo-compulsivo accumula sentimenti e pensieri negativi, accompagnati da un senso di impotenza e da azioni ripetitive automatiche (ad esempio pulire, impilare o scambiare oggetti, lavarsi le mani o i denti, ecc.). Tutto ciò limita la persona e non le permette di affrontare i problemi che andrebbero risolti.
Questi disturbi si trattano allo stesso modo: con un trattamento farmacologico adeguato, la terapia cognitivo-comportamentale, il lavoro di gruppo, ecc.
Procrastinazione in una persona affaticata
La mancanza di sonno, l'abbondanza di compiti, le responsabilità e lo stress a breve termine provocano gravi problemi di salute.
I sintomi della stanchezza comprendono:
spossatezza a metà giornata e in circostanze inattese,
irritabilità,
insonnia,
mancanza di energia
difficoltà di attenzione.
La stanchezza è apparentemente meno grave delle disfunzioni citate in precedenza, ma trascurarla può avere conseguenze gravi:malattie autoimmuni (diabete mellito, tiroidite di Hashimoto, lupus eritematoso sistemico, artrite reumatoide, ecc.),
infarto del miocardio,
aterosclerosi,
depressione.
A volte, per evitare la stanchezza, basta imparare a essere assertivi e a delegare i compiti ad altre persone. Inoltre, in caso di esaurimento fisico, è importante dare priorità al comfort e alla possibilità di rigenerarsi: mantenere un'alimentazione sana ed equilibrata, fare attività fisica e garantire una quantità sufficiente di sonno.
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5. IDENTIFICARE LE SOLUZIONI
La prima cosa da fare? Individuare le ragioni di questo vizio paralizzante.
In questo caso è indispensabile rispondere alle seguenti domande:
→ Perché procrastino e rimando le cose a più tardi?
→ Che tipo di cose tendo a rimandare?
→ Che cosa mi trattiene dal farle?
→ Ho il tempo di portare a termine i compiti importanti?
→ Forse c'è un altro motivo per cui non voglio farli?
Il potere della pianificazione
La pianificazione può essere uno strumento potente per combattere la procrastinazione.
Scomponendo i compiti in passaggi più piccoli, diventa più facile portarli a termine. È utile anche fissare scadenze chiare per ogni passaggio, così da avere una visione chiara dell'avanzamento del compito.
È importante essere realistici nella pianificazione, tenendo conto dei vincoli di tempo e degli altri compiti da svolgere.
L'importanza della motivazione
La motivazione è un elemento chiave per vincere la procrastinazione. È importante trovare ragioni convincenti per svolgere un compito, come ad esempio i benefici a lungo termine o la soddisfazione personale.
Concentrandosi su queste ragioni, diventa più facile motivarsi a iniziare e a proseguire il compito in questione. Può essere utile anche concedersi una ricompensa per ogni passaggio completato, come una pausa o un piccolo dolce.
La gestione del tempo
Una gestione efficace del tempo è un altro elemento importante per vincere la procrastinazione. È importante definire priorità chiare e lavorare prima sui compiti più importanti.
È altrettanto importante fare pause regolari per evitare stanchezza e stress.
Può essere utile pianificare attività di relax o di svago per ricaricarsi tra un compito e l'altro.
6. CONCLUSIONE
La procrastinazione può essere un ostacolo frustrante e scoraggiante. Tuttavia, esistono strategie efficaci per vincerla.
Pianificando in modo efficace, concentrandosi sulla motivazione e gestendo il proprio tempo in modo efficiente, è possibile superare la procrastinazione e portare a termine i compiti necessari.
In definitiva, la chiave è restare motivati e mantenere una visione chiara dell'obiettivo da raggiungere.
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FAQ sulla procrastinazione e la realtà virtuale
Quali patologie possono essere trattate mediante la realtà virtuale?
La realtà virtuale viene utilizzata per i disturbi d'ansia (fobie, stress post-traumatico, disturbi ossessivo-compulsivi), le dipendenze, i disturbi dell'umore e la riabilitazione cognitiva. Anche alcune cause della procrastinazione, come l'ADHD o l'ansia, possono essere affrontate con la terapia cognitivo-comportamentale.
Quali pazienti possono beneficiare della VRET?
I pazienti con un disturbo d'ansia, depressione, disturbo ossessivo-compulsivo o ADHD possono trarre beneficio dalla terapia di esposizione in realtà virtuale (VRET). Questi disturbi, spesso associati alla procrastinazione, vengono generalmente trattati con la terapia cognitivo-comportamentale (TCC), talvolta in combinazione con un trattamento farmacologico.
Chi può utilizzare la realtà virtuale a scopo terapeutico?
Professionisti come psicologi, psichiatri e terapisti occupazionali utilizzano la realtà virtuale per accompagnare i loro pazienti. La integrano nell'attività di strutture sanitarie come i CHU, gli ospedali, le cliniche o le RSA (residenze per anziani), per proporre una terapia di esposizione adatta a ciascun disturbo.
La realtà virtuale può essere pericolosa?
La realtà virtuale non è considerata pericolosa quando è utilizzata sotto la supervisione di un professionista. L'esposizione graduale agli stimoli che provocano ansia avviene in un contesto sicuro e secondo una progressione controllata. Alcuni utenti possono avvertire la chinetosi da realtà virtuale, un fenomeno che riguarda circa il 10% delle persone.
Posso avere nausea utilizzando il visore VR?
Alcune persone possono avvertire nausea dovuta alla chinetosi da realtà virtuale, un fenomeno che riguarda circa il 10% degli utenti dei dispositivi di realtà virtuale. Il professionista adatta la durata e l'intensità delle sedute di esposizione per limitare questo disagio e favorire l'abituazione.
Che cos'è un ambiente virtuale?
Un ambiente virtuale è una scena immersiva che riproduce una situazione che suscita ansia, come un ascensore, una folla o un viaggio in aereo. Il professionista sceglie l'ambiente adatto al disturbo del paziente e regola progressivamente gli stimoli per favorire l'abituazione.
Da quanto tempo esiste?
C2Care sperimenta i propri software di realtà virtuale negli ospedali dal 2016. Questa esperienza ha permesso di sviluppare un'ampia gamma di ambienti immersivi, oggi utilizzati da professionisti in numerosi Paesi.
Autore
C2Care